Traduttrice per scelta

Ecco che, tra una canzone e l’altra dell’ultimo album dei Negrita, tra una felpa ed un’asciugamano da stirare, mi ricordo di avere un blog in cui posso scrivere. Pensavo di poter condividere le mie emozioni ed i miei pensieri con gli altri ma nessuno legge e quindi cosa posso fare se non scrivere per me stessa? Questa cosa un po’ mi scoraggia ma… io scrivo lo stesso! Chi se ne frega? Ancora una volta voglio presentarmi.  Se mi dovessi definire in base al mio lavoro ecco, per adesso, non avrei proprio una definizione chiara e netta. Sono laureata in lingue, ho una specializzazione come operatrice per l’editoria ma a me sembra di non essere mai preparata per nulla, di essere una perfetta ignorante. Certo, bisogna ammettere che non ho avuto la possibilità di mettere in pratica quello che ho imparato perché in questa città (Palermo) le case editrici si contano sulle dita delle sole mani. Ho mandato curriculum e ho ricevuto due sole risposte di cui una negativa e l’altra possibilista (ma di fatto possibilità zero!). Non ho mai saputo con certezza che cosa volessi fare da grande; ne ho sparate così tante che, alla fine, ho scelto di studiare all’università ciò che a scuola ho sempre imparato con piacere: le lingue. Mi sono laureata ed ancora non avevo le idee chiare ma siccome i libri sono per me l’aria che respiro ho deciso di seguire un master sull’editoria. Di pratico non abbiamo imparato quasi nulla ma un giorno il professore d’inglese che ci spiegava (si fa per dire!) la pratica della traduzione mi disse, leggendo un mio stralcio di Conrad tradotto in italiano, che avevo delle potenzialità come traduttrice. Allora un tarletto ha cominciato a divorarmi a poco a poco il cervello e pensavo: perché no? Fino a quando non ci venne spiegata la teoria della traduzione da una bravissima professoressa credevo che si trattasse di qualcosa di letterale e meccanico ma poi ho capito tutto il mondo che stava dietro ad un bel libro straniero ed ho pensato che anche io potevo provare a farmi strada in questo campo. Ho fatto una tesina sul confronto di tre traduzioni di Alice nel paese delle meraviglie e mi sono divertita molto così, dopo il fallimento del dottorato (ma dove vai se la raccomandazione non ce l’hai?), ho cominciato ad esercitarmi su racconti dall’inglese e dallo spagnolo e adesso sto ultimando la traduzione di una raccolta di racconti (gratis ma non importa) per una casa editrice a cui sono immensamente grata per questa possibilità. Sto cercando di intrufolarmi in questo mondo da una finestra piccola piccola (e siccome io sono una tappa cicciotta credo proprio che mi servirà una bevanda per rimpicciolire!) e sto facendo tutto da sola. Nessuno mi ha consigliato (se non i miei grandi genitori che ammiro e stimo più di ogni altro) o dato dritte. Ho scoperto per caso il diario su Intramel di Chiara Manfrinato (mia concittadina) eh ho scoperto l’esistenza di Biblit e di Langit e da lì ho cominciato a capirne qualcosa. Ancora non faccio tanti interventi ma cerco di aiutare chi ne ha bisogno cercando di seguire i consigli di chi ha più esperienza di me.

Non mi sento un guru della traduzione, non sono un’esperta, non sono una grande traduttrice (visto che ancora non ho pubblicato nulla!). Cerco solo di imparare dagli altri con umiltà perché non sarò una dotta ma di una cosa sono certa: traduttori si può imparare ad esserlo, senza necessariamente esserci nati.

Informazioni su Dreaming Alice

Reading. reading and reading
Questa voce è stata pubblicata in Identità. Contrassegna il permalink.

7 risposte a Traduttrice per scelta

  1. chiaradavinci ha detto:

    Oh ma che bello che sono la prima a commentare🙂

    Innanzitutto complimenti per aver trovato l’energia giusta per cominciare, in tutto, sia con il blog che con la traduzione. Quando mi contatta qualche traduttrice (non sono settoriale, è solo che di uomini non me sono mai capitati) che vuol sapere come si fa a iniziare, suggerisco sempre di aprire un blog, perché è il modo giusto per iniziare a mettere ordine alle parole, serve moltissimo a prendere confidenza con il mezzo della scrittura. E poi non preoccuparti se non ti legge nessuno, tu scrivi intanto per te, poi i lettori piano piano arriveranno.

    Complimenti anche per l’umiltà, però se posso essere sincera io non è che ringrazierei tanto la casa editrice che ti fa tradurre una raccolta di racconti gratis. Non per fare la solita polemica (dai un’occhiata agli archivi di Langit e Biblit e vedrai quante ce ne sono), però non è una gran cosa farti lavorare senza pagarti, nemmeno se sei una principiante, perché tu bene o male ci investi delle energie e del tempo e quelli devono essere pagati, soprattutto perché quelle energie e quel tempo bene o male porteranno dei soldi alla casa editrice. Io consiglio sempre di farsi le ossa con un po’ di lavoro volontario, ma di offrirlo a gente che con quel lavoro, poi, non ci guadagna nulla: ONG (io ho avuto contatti con Peacereporter, ti assicuro che i traduttori sono sempre beneaccetti o le associazioni per le adozioni a distanza, sai quante famiglie hanno bisogno di aiuto per comunicare con i bimbi adottivi dall’altra parte del mondo?), gruppi di acquisto solidale, negozi di beni di consumo provenienti da paesi del Terzo Mondo gestiti da volontari. La lista è lunga, magari si tratta di committenti che ‘non fanno curriculum’, però, sinceramente, vista la stima che hanno nei confronti dei traduttori, mi sa che fanno poco curriculum anche le collaborazioni con certe case editrici.

    Quando poi dici che traduttori non si nasce, ma si diventa, hai tutto il mio appoggio, al 100%, pensa che per me è stato un vero e proprio ripiego. In Germania facevo ricerca ed ero tutta contenta, rientrata in Italia ho capito l’andazzo e mi sono dovuta inventare un lavoro, questo. Ho iniziato con lavori da agenzia (presentazioni di aziende, istruzioni di piccoli elettrodomestici, ogni tanto un articolo di giornale, tante lettere commerciali, qualche sito web), anche quelli servono per acquisire sicurezza nella scrittura. Nel frattempo ho fatto i lavori volontari che ti dicevo e diversi corsi di specializzazione qua e là (quelli di Isabella Blum, se traduci dall’inglese, sono validissimi), perché di imparare non si finisce mai. Poi piano piano, soprattutto grazie al passaparola (la casa editrice chiede a un collega di segnalargli un altro traduttore bravo, e il collega segnalerà te, se sei in gamba, e, sempre e solo se sei in gamba, continuerai a lavorare per loro) ho iniziato a tradurre anche letteratura, e quell’anche lo sottolineo, perché, credimi, è proprio difficile vivere solo di quello. Conosco meno di una decina di colleghi che ci riescono, tutti gli altri traduciamo anche altro, molti insegnano, alcuni lavorano anche come interpreti.

    Ecco, come primo commento mi sa che può bastare😉

    Spero di leggere presto altri tuoi interventi, e ti do di nuovo il benvenuto sia nella rete che nel mondo della traduzione.

  2. ilpaesedellemeravigliedialice ha detto:

    Ciao Chiara!
    Grazie per il commentone! Da un po’ di tempo leggo il tuo blog e ho trovato molto interessante l’ultimo post sulla revisione. Poi mi piace il tuo modo di scrivere, così ironico. Soprattutto sai fare molta autoironia e questa, secondo me, è una grandissima qualità! Ti ringrazio molto per i consigli che terrò cari però, sai, il libro lo sto traducendo con Azimut e, per la verità, Guido mi aveva avvertito fin dall’inizio di non poter pagarmi. D’altro canto mi sta dando la possibilità di tradurre una raccolta di un’autrice dell’ottocento inglese e ho l’oppurtunità di fare esperienza. Certo, non è un buon modo di cominciare ma tante altre case editrici non mi hanno nemmeno degnato! Ho una curiosità: come ti organizzi con i tempi? Riesci a dedicarti alla casa, alla famiglia e al lavoro allo stesso modo? Io vivo con il mio compagno da quattro mesi ed è la prima volta che vivo per i fatti miei (ho 28 anni) e quindi ancora sono un tantino spaesata!
    Per adesso un salutone e a presto, qui o dalle tue parti (p.s: bellissime le foto con il compagno Marx!)

  3. chiaradavinci ha detto:

    Guido è uno sporco juventino, quando lo vedi devi dargli due bei nocchini da parte mia e dirgli che anche poco, ma qualcosa deve pagarti.
    Coi tempi è un bel caos, io in genere al mattino presto, dopo aver portato Marlonbrando al nido, rileggo le cose che ho tradotto il giorno prima, a mente fresca si scoprono un sacco di cose, poi procedo con le cartelle nuove fino a che non vado a riprendere il bimbo, poi gioco con lui fino a che non torna il babbo, ceniamo e poi mi rimetto al lavoro. Sabato e domenica mi isolo dal mondo e non faccio altro che tradurre (pulizie generali a parte, che ripeto anche il mercoledì mattina). Quando io e il dring eravamo da soli, c’era un po’ più di tempo per noi, ora sosteniamo di fare vite parallele, ma se c’è l’Ammmmòre si vive bene lo stesso. Vedrai che è tutto un fatto di rganizzazione, appena hai preso il ritmo non ti ferma più nessuno.

    Se ti interessa l’argomento revisione, ho inserito un paio di spunti nel mio intervento sul Mestiere di riflettere, tra una bischerata e l’altra abbiamo cercato di scrivere anche qualcosina di sensato🙂

  4. parole arruffate ha detto:

    Ciao Alice, ho visto il tuo blog sulla discussione di anobii così sono venuta a vedere. Dai che con forza e caparbietà ci riuscirai! Anch’io ho fatto i primi libri unicamente per esperienza (e per passione), e poi sono arrivati i primi pagati… Ci vuole perseveranza, ma se è un sogno perché non provarci?

  5. ilpaesedellemeravigliedialice ha detto:

    Grazie per la visita e per l’incoraggiamento! Ci vuole, ogni tanto! E poi è vero, ci vogliono tanta preseveranza e forza di volontà perché è molto facile scoraggiarsi e arrendersi, abbandonando tutto!

  6. margherita ha detto:

    Ciao…non so come ti chiami…
    cercando tra master di traduzione ho trovato questa paginetta dove ho trovato una persona molto simile a me.
    Mi sono appena laureata in Traduzione e Interpretariato all’università di Pescara, non ho alcuna intenzione di fare un corso di specializzazione, però credo che bisogna avere qualche altro titolo di studio per presentarsi alle porte di una casa editrice come traduttrice.
    per di più mi trovo in un luogo d’Italia in cui gli sbocchi sono realmente pochi e dove l’unica casa editrice esistente credo che sia di genere ecclesiastico: ti scrivo da Campobasso, Molise, dove gli sbocchi per un traduttori sono pari a zero!
    sono molto confusa e sì avrei bisogno di qualche consiglio, qualuno che mi indichi la strada da prendere e mi rincuori un po’, mi rispondi presto?
    grazie tante!
    Margherita.

    • ilpaesedellemeravigliedialice ha detto:

      Ciao Margherita,
      piacere di conoscerti! Io mi chiamo proprio Alice. Non so che tipo di traduttrice tu voglia diventare ma il primo consiglio che ti voglio dare è questo: visito il sito della European School of Translation (basta che cerchi questo nome su google e troverai subito il sito). Sono un gruppo di traduttori che, tra le altre cose, organizzano corsi sulla traduzione a distanza, cioè tu segui le lezioni via internet. In questo modo vengono a costare poco! A giugno partirà un nuovo corso dal titolo Diventare traduttori free-lance. Contattali perché sono graziosissimi, simpatici ed estremamente disponibili. Fallo e vedrai che non te ne pentirai perché io ho imparato molto. Giovedì 27 maggio alle ore 18 ci sarà una loro puntata del programma Tradurre proprio dedicata al programma del corso. Contattali facendo il mio nome (Alice Gerratana) e chiedi informazioni. Poi, ovviamente, fammi sapere! Ah, ovviamente puoi contattarmi via e-mail senza problemi (non se se è segnalata sul blog. Se non lo è me lo dici e la prima volta ti scrivo io!)
      Buon weekend,
      Alice

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...