Che lavoro fai? …Pratico il caos

Non sono mai stata brava a dare delle definizioni di me, forse perché odio le definizioni. Se mi si chiedesse come sono, estroversa o introversa, solare o riservata e timida, allegra o malinconica, sincera o bugiarda, risponderei che sono tutto e niente, che in me racchiudo tutto questo…  Uno, Nessuno e Centomila. Depende… de que depende… de segun se mire el mundo todo depende… Vale anche per me. Essendo una persona sferica (qualche persona dalla grande sensibilità mi ha definito, quando andavo a scuola, “arancina con i piedi” e io, essendo magnanima (nel senso che le anime me le magno!) non perdono) dalle mille sfaccettature, mostro lati di me sempre diversi e nuovi (anche qui: amo la vità tranquilla ma forse, dico forse, anche i cambiamenti e le novità, i tagli netti). Sono una persona profondamente insicura, incerta e con autostima pari a zero ma, fino a qualche tempo fa, credevo di essere ordinata, organizzata e razionale. Adesso mi scopro caotica e profondamente irrazionale. Al posto del cervello ho un’enorme boccia di vetro (preferisco una bolla di sapone: più leggera ed eterea) in cui si scontrano idee, progetti, pensieri ed emozioni. Se il luogo in cui vivo è sempre ordinato, ogni cosa pulita e al suo posto beh… la testa no. Direi che il mio cervello è come uno di quegli armadi in cui infili sempre qualcosa di nuovo finché un giorno, quando decidi di fare ordine, non esce un caoso immenso di oggetti, oggetti che non credevi nemmeno di possedere. Oppure è come se dei principianti ci stessero giocando una partita di biliardo, con tutte le palle che si vanno scontrando, senza criteri precisi.

Che lavoro faccio? …Pratico il caos

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2 risposte a Che lavoro fai? …Pratico il caos

  1. Alessandro ha detto:

    L’ordine ed il caos sono fratelli gemelli. Sono sempre stato convinto che l’ordine che si esprime e pratica in alcune cose necessariamente generano caos in altre. Capita anche a me forse non in maniera così evidente…..probabilmetne amo mischiare le cose. Ad esempio, la mia scrivania (in ufficio) è Caoticamente Ordinata….o Ordinata Caoticamente? Molto spesso la distinzione tra caos è ordine è caotica egli stessa, in quanto le persone percepiscono caos ed ordine in modi differenti. Vabbè non divago. Nemmeno io so darmi delle definizioni. Non me le do mai, non mi piace. Certe dinamiche si scoprono con gli eventi e con il tempo, non c’e’ da preoccuparsi. Anche io sono un po’ pazzo e forse dipende dal fatto che mi trattengo troppo e poi “vaffanculo” mi sfogo. Ma lo ritengo normale. Ritengo anche normale che si tenda a mantenere un ordine esteriore per non generare ulteriore caos interiore. Bisognerebbe passarci un po’ sopra ogni tanto pero’🙂. AH! un po si sano caos. Ora, il caos di idee è effettivamente fastidioso. Anche a me capita di avere troppe cose per la testa, per fortuna la mia mente mi aiuta…sì dimenticandole😀. No scherzo. La cosa migliore che posso fare quando mi sento confuso e pressato da troppe idee è imprigionarle nella carta. Metterci ordine semplicemente scrivendole, facendole non più di 2-3 alla volta, in ordine di priorità e liberarle dalla prigionia del foglio solo quando le hai fatte…così…con un bel colpo di penna! Qualcuno non aveva detto che la penna è più forte della spada? Mi sa che aveva ragione🙂
    Certo, il fattore tempo è determinante. Certe cose non le fai in 5 minuti…spesso sono progetti di vita o lavoro. Certo un foglio di carta spesso non funziona perchè ci si stufa….ma non si puo’ fare con Jim Carey che mise tutte le preghiere nei post-it in tutta la casa!! Ecco appunto ritorna il concetto di legame ordine-caos. Piccola mia, io ti capisco, il consiglio che ti posso dare è che dovresti focalizzare l’attenzione su quello che puoi fare nell’immediato, toglierti tutti i sassolini dalle scarpe e per spezzare dedicare un poco di tempo alle cose future. Io non credo che tu abbia bisogno di una persona che ti guidi e ti dica cosa fare, hai fatto sempre di testa tua. Non è una critica, perchè io penso seriamente che tu sai quello che vuoi fare, il tuo obietivo e desiderio. Il resto sono deviazioni sul percorso. Puoi sempre congiungere due punti con una linea….una qualsiasi (curva spezzata ecc) o due qualsiasi cone le parallele all’infinito. Il fattore tempo c’entra ma bisogna tenerlo a bada. Ci sarà sempre, basta non affannarsi. Ti amo.

  2. ilpaesedellemeravigliedialice ha detto:

    Nella sua chiarezza, il tuo commento è abbastanza… caotico! Smack smack

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