A ogni generazione la sua traduzione…

… ma, in verità, questo non succede quasi mai.
Prendiamo, ad esempio, un libro che ho appena finito di leggere, La corriera stravagante (The Wayward Bus) di Steinbeck. Ma guarda un po’, il libro è del ’47 e la traduzione, di Nora e Anna Messina, risale “solamente” al 1948.

Immaginate, dunque, di trovarvi in California in quel periodo, subito dopo la II guerra mondiale. Dovete andare a San Juan de la Cruz in pullman (ops, in torpedone). Per l’esattezza vi trovate in un luogo che, per ragioni storiche che non vi starò a spiegare (su su, andatevi a leggere il libro se siete curiosi!), si chiama Svolta dei Ribelli. In attesa che il mitico torpedone parta,  vi siete seduti al ristorante gestito da Alice e Juan Chicoy (anche autista e proprietario del mitico di cui sopra). Cosa mai potreste mangiarvi in questo piccolo ristorante californiano? Sicuramente un buon pezzo di torta, un biscotto arrotolato oppure… un taralluccio!
Cosa? Un taralluccio? Ma non eravamo in California? Forse è un errore… ma no! Gli avventori continuano a chidere tarallucci, e ci restano pure male quando scoprono che sono finiti.
Mumble mumble: cosa potrebbero essere questi tarallucci che si servono al ristorante dei Chicoy? I tarallucci sono rotondi, sembrano ciambelle. Allora, forse, sono i doughnuts, chissà! Apro parentesi: la traduzione è ben fatta, si sente, non ci sono calchi lessicali né, tantomeno, sintattici. La storia scorre che è una meraviglia, mettendo a nudo le persone in un modo magnifico. Ok, chiusa parentesi. Vediamo dunque se riesco a trovare online una versione inglese del libro, almeno qualche pagina. Bene, sono fortunata! Come sempre mi viene in aiuto Amazon inglese, che mi permette di dare un’occhiata alle prime pagine dei libri.

On the first shelf behind the counter were sweet rolls, snails, doughnuts.

Eccolo lì, il taralluccio!E perché chiamarlo così quando, per esempio, lo si poteva tradurre con ciambella? Forse perché nel 1948 il lettore italiano si sentiva meno spaesato immaginandos seduto in un piccolo ristorante californiano a bere caffè e mangiare un bel taralluccio. Io ho provato l’esatto opposto. Mi ha spiazzato leggere che un uomo d’affari di Chicago voglia per colazione un taralluccio. Come minimo, mi sarei aspettata che ci bevesse sopra un bicchiere di vino, non una tazzona di caffè.

Ma, aspetta aspetta. Qualcosa ancora non mi torna: in italiano manca un dolcetto:

Sul primo ripiano dietro al banco c’erano biscotti arrotolati e tarallucci.

Ma come? Solo questo? La signora Chicoy, la mia omonima (e le somiglianze finiscono qui perché la signora Alice Chicoy è un tipino che non ti raccomando proprio) offriva sweet rolls, snails e doughnuts. A onor del vero, i rolls e gli snails sono quasi la stessa cosa però si potevano forse distinguere in qualche modo, magari chiamando i primi “biscotti arrotolati” e i secondi, boh, “girelle di sfoglia”. Evidentemente le traduttrici non sapevano come differenziarli e quindi ne hanno eliminato uno (pratica non certo inusuale), magari considerandoli ridondanti.

A questo punto vi starete chiedendo il perché di tutta ‘sta manfrina su dei miseri dolcetti. Tanto che cambia se uno mangia tarallucci o doughnuts? Che cambia se uno mangia biscotti arrotolati o morbide girelle? Cambia, certo che cambia. Cambia perché i nostri orizzonti si sono allargati da quando esiste internet. Se mi imbatto in un tizio che si strafoga di doughnuts e non so cosa sono, apro il mio bel google e cerco un’immagine di riferimento. Il povero lettore dei primi anni ’50, invece, aveva qualche difficoltà in più a scoprire l’arcano, se si fosse imbattuto in un doughnut (non che fosse impossibile scoprirlo, secondo me).

Quindi, sì, non sarebbe male se ogni tanto le case editrici svecchiassero un po’ le traduzioni. Non fraitendetemi però, cari editori: dovete svecchiarle, non appiattirle. Quel gusto un po’ rétro mi piace, ci sta bene. Diciamo solo che basterebbe qualche aggiustamento qui e là, tanto per capire se sto andando AL Messico con Massimo o in Messico, al massimo.

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Reading. reading and reading
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5 risposte a A ogni generazione la sua traduzione…

  1. Yako ha detto:

    Delizioso.

  2. Dreaming Alice ha detto:

    Gracias🙂

  3. Marina ha detto:

    Un articolo ben scritto, di piacevole lettura e indiscutibile contenuto!🙂

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