E insomma…

… ho trascorso una stupidissima estate. O forse la stupida sono io. No, l’estate è una stagione stupidissima, e questo è un dato di fatto, ma io ci ho messo del mio per renderla ancora più stupida.
Avevo – ho – tutto il tempo libero del mondo e non ne ho approfittato. Avrei potuto dedicarmi a tradurre tutto quello che mi passava per la testa e no, non l’ho fatto. Avrei potuto sistemare almeno una libreria e no, non l’ho fatto. Avrei potuto dedicarmi al blog e no, non l’ho fatto (eh, blog caro, non stare a lamentarti, non c’avevo niente da dirti: o forse preferivi ascoltare le mie, di lamentele? No, e allora muto). Avrei almeno potuto trasferire qui un po’ di roba interessante che ho ammucchiato su FB e no, non ho fatto neanche questo. E allora che cavolo ho fatto?
Circondata da un’odiata e stupidissima estate ho cercato rifugio, e l’ho trovato, dove sapevo di trovarlo con certezza. Ho cercato rifugio, e l’ho trovato, dove ero certa di non restare delusa. Ho cercato rifugio, e l’ho trovato, dove non correvo rischi. Ho cercato rifugio a Parigi, ho cercato rifugio a Londra, ho cercato rifugio a Monterey, ho cercato rifugio in Finlandia, ho cercato rifugio a East Carmine ma anche ad Alba; ho cercato rifugio a Ginevra e ancora in Inghilterra.
E da rifugiata ho pensato alle cose fatte, alle cose da fare, alla pazienza infinita, all’impegno, all’entusiasmo, alle sconfitte, ai traguardi, al malumore…
E nel frattempo la stupidissima estate si allontana ogni giorno di più (il 22 te ne vai ufficialmente, tié!), e le giornate si fanno più brevi, e alle sei del pomeriggio non c’è più quella luce orrenda, e posso ricominciare a indossare magliette e scarpe chiuse, e finalmente rivedo l’amica e ci beviamo un tè mentre fuori apriti cielo, e a settembre la mia mamma (già fatto) e il marito (da fare) fanno il compleanno, e ci sono torte da fare, e le facce di chi spacchetta i regali da osservare, e il menù a cui pensare, ed Etnacomics (anche quello già passato) che quest’anno era molto più organizzato e che se avessi potuto avrei svaligiato stand a destra e a manca e invece mi sono dovuta “accontentare” di due paia di orecchine e della tazza dello shinigami, e le idee sul prossimo post, e la revisione dragomanna, e il sindacato con i suoi problemi, e i problemi personali da risolvere, e i CV da inviare sperando in una chance (e se no sai che nel frattempo il daffare non ti manca, anche se non retribuito), e il viaggio (soldi permettendo) a Roma da fare a dicembre, proprio per il trentaduesimo compleanno, e i libri da leggere, e il marito da sostenere sempre e comunque, da spronare e coccolare.
E insomma, questa sono io. Almeno per oggi.

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Reading. reading and reading
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