Il mio Humpty Dumpty

Ed ecco dunque le mie versioni della famosa filastrocca: mi sono cimentata sia con la versione originale sia con quella di Lewis Carroll in cui, come ho scritto nel post precedente, l’ultimo verso, più lungo, ha un contenuto appena diverso. All’inizio mi ero concentrata soprattutto sulla rima, fondamentale per ricordare le filastrocche; quando poi ho capito quali fossero, almeno per me, gli elementi caratterizzanti ho cercato di riscriverla tenendone conto. Rileggiamo le versioni in lingua inglese, guisto per comodità.

Humpty Dumpty sat on a wall,
Humpty Dumpty had a great fall.
All the king’s horses and all the king’s men
Couldn’t put Humpty Dumpty in his place again//Couldn’t put Humpty together again.

Ed ecco le mie traduzioni:

Humpty Dumpty su un muro è appollaiato,
Humpty Dumpty da un muro è cascato.
Arrivano in mille, re cavalli e fanti
ma a sollevarti ci rinunciano, mio povero Humpty Dumpty.

Humpty Dumpty su un muro è appollaiato,
Humpty Dumpty da un muro è cascato.
Arrivano in mille, re cavalli e fanti
Ma non uno che ti incolli, mio povero Humpty Dumpty.

Come ho scritto nell’altro post gli elementi che secondo me caratterizzano questa filastrocca sono la rima baciata, la ripetizione del nome del personaggio, i quattro suoni che terminano in all e il legame che, grazie a questo suono, unisce prima e seconda parte del componimento, la ripetizione, nel terzo verso, di all the king’s,  e il contrasto, più in generale, tra suoni liquidi e sonori da un parte, e sordi dall’altra. Sono riuscita a rispettare la ripetizione del nome, la rima, e la liquidità dei suoni in all (che in italiano sono diventate delle doppie elle all’interno di altre parole). Quanto al suono che unisce prima e seconda strofa, ci sono riuscita in parte, mantenendo quasi la stessa sequenza di vocali. Purtroppo non sono riuscita a con la ripetizione in uno stesso verso ma credo di aver mantenuto il contrasto tra i suoni sordi e sonori. Sono abbastanza soddisfatta del suono anche se mi restano dei dubbi sulla scelta delle parole e, dunque, del tipo di registro.
Le versioni originali sono caratterizzate da un lessico di base  visto che, è bene non dimenticarlo, i primi fruitori delle filastrocche sono i bambini.  Ma per fare in modo che la mia versione fosse musicale almeno quanto l’originale ho dovuto, ahimè, optare per un innalzamento di registro; se non proprio di innalzamento si tratta ho dovuto comunque scegliere un lessico meno comune.
E’ pur vero che nel passaggio linguistico-culturale bisogna tenere conto delle peculiarità e di partenza e di arrivo; e allora mi tranquillizzo un po’ perché, è innegabile, la lingua italiana ha un tesoro di vocaboli a dir poco strabiliante (peccato che molti di essi stiano cadendo in disuso).
Per completezza e anche perché voglio condividere con chi leggerà il divertimento provato nel giocare con la lingua italiana, vi lascio altre tre mie versioni della filastrocca:

Humpty Dumpty da un muro è caduto,
Humpty Dumpty sul duro ha sbattuto.
Re fanti e cavalli accorrono a frotte
Ma aggiustar non gli sanno le sue ossa rotte.

Humpty Dumpty da un muro è caduto,
Humpty Dumpty sul duro ha sbattuto.
Re fanti e cavalli lo vogliono aiutare
ma Humpty Dumpty non si può rimontare.

Humpty Dumpty da un muro è caduto,
Humpty Dumpty sul duro ha sbattuto.
Arrivano fanti cavalli e sovrano
Ma a rialzarsi nessuno sa dargli una mano.

Bene, se avete letto sino a qui significa che avete una gran pazienza😉

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6 risposte a Il mio Humpty Dumpty

  1. Alice in Wonderland ha detto:

    Cara Dreaming Alice,

    è davvero molto bella la tua traduzione della filastrocca Humpty Dumpty. Avendo letto che fai la traduttrice di tesi, confido in una tua migliore esperienza in questo campo rispetto a me. Ti contatto perchè sto scrivendo una tesi sulle scelte traduttologiche e linguistiche di Alice nel Paese delle Meraviglie. Nello specifico sto trattando dei Realia che difficilmente sono traducibili soprattutto in testi come questo. Le filastrocche sono dei notevoli esempi a riguardo.
    Se fossi così gentile da indicarmi qualche fonte in merito o di lasciarmi un commento che mi possa aiutare, te ne sarei molto grata.

    Ti ringrazio dell’attenzione,

    Alice

    • Dreaming Alice ha detto:

      Ciao omonima!
      Grazie per l’apprezzamento! Purtroppo non ho molte fonti da consigliarti perché questo mio articolo sulle diverse traduzioni di Humpty Dumpty nasce dalla passione per Alice, per la traduzione, per i giochi di parole e le filastrocche. Ovviamente ho alle spalle degli studi universitari (sono laureata in letteratura inglese) che mi hanno lasciato tanto🙂 In passato mi è capitato di leggere diversi articoli e saggi su Alice ma si trattava di fotocopie sparse che mi aveva fornito una collega traduttrice. Potresti provare a leggere questo http://www.lulu.com/it/it/shop/adele-cammarata/la-gran-natica-dellaringa-i-giochi-di-parole-in-alices-adventures-in-wonderland-traduzioni-italiane-a-confronto/paperback/product-677901.html (in basso trovi l’ebook da scaricare gratuitamente) in cui dovrebbe esserci una bibliografia in cui trovare degli spunti interessanti.
      In bocca al lupo per la tesi,
      Alice

      • Alice in Wonderland ha detto:

        Ti ringrazio davvero molto per il link! Anch’io sto tentando di laurearmi in letteratura inglese e direi che con la “nostra Alice” la sfida si presenti piuttosto difficile!

        Grazie ancora dell’aiuto,
        ti auguro una buona giornata!

        Alice

      • Dreaming Alice ha detto:

        Ah, ora che ci penso, puoi provare anche a contattare l’autrice del libro che ti ho consigliato: su Alice ne sa molto più di me🙂
        Eh, sì, è una sfida difficile e impegnativa ma anche molto gratificante. Rinnovo dunque l’in bocca a lupo e ti auguro buona giornata🙂
        Alice

  2. Il gloglottatore ha detto:

    Ciao, bel blog.
    La tua tradizione è davvero bella, però se fossi in te accorcerei la lunghezza dell’ultimo verso. A mio parere è troppo lungo per essere una filastrocca, si perde in qualche modo il ritmo della cantilena.

    • Dreaming Alice ha detto:

      Grazie!
      Senza dubbio ci penserò, anche perché una traduzione non è mai definitiva e un’idea migliorativa può arrivare quando meno te l’aspetti.
      Grazie ancora,
      Alice

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