Insomma:

ottimo avverbio per esprimere: a) la conclusione di un ragionamento; b) come procede la mia vita in questo ultimo periodo (leggi anche, ultimi mesi, ultimi anni); c) se ci aggiungo un bel punto esclamativo (parsimonia, ci vuole parsimonia con i punti esclamativi – e anche con i puntini di sospensione: tre, sono solo tre non quattro, non cinque, non sei, non sette. Tre.) ecco fare capolino anche una bella espressione di impazienza o irritazione. Ma no, tutto sommato non sono irritata quindi il terzo significato me lo riservo per altre occasioni, ché con questa malura è meglio non buttar via nulla.

Partiamo dalla a), la conclusione di un ragionamento. Quale? Un ragionamento su questo blog. Di cosa parlo in genere qui? Facile, l’ho indicato sulla pagina che ho appena creato su facebook https://www.facebook.com/alicetraduttrice: traduzione, libri, editoria per come li vedo, e li vivo, io. E perché ne parlo? Perché nel mio lentissimo percorso di vita, di formazione – chiamatelo un po’ come vi pare – i libri ci sono da sempre, prima come sfondo poi da protagonisti. La traduzione e l’editoria sono più recenti, risalgono al 2006, e, mannaggia a me, da allora non ho più smesso di interessarmene e occuparmene. E allora – ed ecco la conclusione del ragionamento, l’insomma da cui sono partita – perché ti ho trascurato, caro blog, se gli argomenti con cui ti faccio ingrassare mi stanno a cuore? Anche in questa occasione la risposta è sin troppo facile: non ho avuto voglia di scrivere. Scrivere è faticosissimo: cosa scrivo? Come lo scrivo? E gli argomenti, seppur interessanti, si fermano nella mia testa giusto il tempo di un caffè; poi scappano via perché hanno altro da fare. O forse è solo una scusa, la loro, offesi perché gradirebbero un’attenzione meno superficiale di quella che gli ho riservato negli ultimi tempi. Sì, perché da un po’ sono affetta da superficialite acuta accompagnata da passivismo spinto, e queste due patologie, che si vanno ad aggiungere al blocco del traduttore, mi impediscono di soffermarmi con attenzione su ciò che amo. Leggo passivamente, traduco con disattenzione – e non vi dico i magnifici risultati – rifletto poco, vivo alla giornata, non riesco a programmare nulla. Ed eccovi servito il punto b), che al momento non ho voglia di approfondire oltre.

Insomma!
(degna conclusione sconclusionata di un post altrettanto sconclusionato)

 

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Reading. reading and reading
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2 risposte a Insomma:

  1. Sabina Moscatelli ha detto:

    Non è sconclusionato. È un bellissimo post, insomma! Mi ha commossa profondamente.

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